1 Tessalonicesi 3:1
Diodati 1649 · Public Domain“Perciò, non potendo più sofferire, avemmo a grado d’esser lasciati soli in Atene;”
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Passi correlati, dal Treasury of Scripture Knowledge.
- Geremia 20:9Laonde io dissi: Io non lo mentoverò più, e non parlerò più nel suo Nome ma vi è stato nel mio cuore come un fuoco ardente, rinchiuso nelle mie ossa, e mi sono stancato per ritenerlo, e non ho potuto;
- Geremia 44:22E il Signore non l’ha più potuto comportare, per la malvagità de’ vostri fatti, e per le abbominazioni che voi avete commesse; onde il vostro paese è stato messo in desolazione, e in istupore, e in maledizione, senza che vi abiti più alcuno; come si vede al dì d’oggi.
- Atti 17:15E COLORO che aveano la cura di por Paolo in salvo, lo condussero sino in Atene; e, ricevuta da lui commission di dire a Sila, ed a Timoteo, che quanto prima venissero a lui, si partirono
- 2 Corinzi 2:13Anzi, essendomi da loro accommiatato, me ne sono andato in Macedonia.
- 2 Corinzi 11:29Chi è debole, ch’io ancora non sia debole? chi è scandalezzato, ch’io non arda?
- 1 Tessalonicesi 2:17OR noi, fratelli, orbati di voi per un momento di tempo, di faccia, e non di cuore, ci siam vie più studiati di veder la vostra faccia, con molto desiderio.
- 1 Tessalonicesi 3:5Perciò ancora, non potendo più sofferire, io lo mandai, per conoscer la fede vostra; che talora il tentatore non vi avesse tentati, e la nostra fatica non fosse riuscita vana
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